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Pulito per natura

Pulito per natura

Il gatto è un vero e proprio maniaco dell’igiene, ma questo non significa che il padrone non debba aiutarlo a mantenersi pulito e in salute. Ecco come.

Ci sono solo due cose che il gatto ama fare più di pulirsi: dormire e mangiare. Gran parte della sua vita, infatti, la passa felicemente addormentato, ma quando è sveglio e non ha fame la sua principale preoccupazione è proprio quella di mantenere pulito il proprio mantello. Alcuni studi hanno dimostrato che il felino occupa il 10% delle sue ore di veglia a lavarsi.

Se applicassimo questa percentuale ad un essere umano che mediamente è sveglio 16 ore al giorno, ognuno di noi dovrebbe passare più di un’ora e mezza lavarsi... il che non è verosimile nemmeno per il più accanito igienista! Non a caso è impossibile trovare un gatto che emana odori sgradevoli, anche quando vive all’aperto, mentre con i cani questo problema è una costante.
Ciò non significa, però, che un buon padrone possa disinteressarsi all’igiene del proprio amico a quattro zampe. In primo luogo perché, con tutta la sua buona volontà, il gatto non è in grado di arrivare dappertutto: basti pensare alle orecchie o ai denti che ovviamente non è in grado di pulire. Inoltre perché aiutare il micio nelle delicate operazioni di pulizia rappresenta anche un’occasione per socializzare con lui, creando un legame più forte e spingendo l’animale a fidarsi del proprio compagno umano. Tutto ciò senza trascurare il fatto che, grazie alla routine della toilette, puoi “ispezionare” il gatto con la vista e col tatto e rilevare per tempo eventuali anomalie o problemi, ad esempio una ferita nascosta.
Armati di buona volontà, quindi, e seguici in questo viaggio alla conquista del micio... più lindo del reame!
PELO E CONTROPELO
La pulizia di base passa dalla cura del mantello che ha bisogno di essere regolarmente spazzolato. Con “regolarmente” si intendono cadenze diverse in base alla lunghezza del pelo. Se il gatto è a pelo corto (es: certosino), una volta alla settimana è più che sufficiente. Se invece è a pelo medio (es: exotic shorthair) dovrai spazzolarlo almeno due volta alla settimana, fino ad arrivare alla spazzolata quotidiana nel caso degli esemplari a pelo lungo (es: persiano).

Inizia a spazzolare utilizzando una spazzola di setole o con denti metallici e rimuovi con attenzione il pelo in eccesso, partendo dalla testa e scendendo fino alla coda. Più che pettinarlo “ in lunghezza”, dividi il pelo e spazzola dalle radici verso l’esterno. Poi completa il lavoro con un pettine a denti larghi per sciogliere gli eventuali nodi che possono crearsi.
Tieni presente che i nodi tendono a formarsi soprattutto dietro le orecchie, dietro le zampe anteriori, tra le zampe posteriori e sull’addome. Per ovvie ragioni i gatti a pelo lungo sono più soggetti a questo inconveniente e nel loro caso l’asportazione quotidiana dei peli è davvero importantissima. Se i nodi risultano difficili da rimuovere, puoi aiutarti con un po’ di talco che ti darà una mano a districarli. Se invece il tuo gatto è del tutto insofferente alla pratica, puoi tagliare i nodi utilizzando delle forbicine. Fallo con la massima delicatezza per evitare di graffiare la pelle dell’animale.
In questo modo non solo aiuterai il tuo amico a rinnovare il mantello e a sfoggiare sempre una pelliccia lucida e perfetta, ma eviterai anche che – leccandosi – ingerisca troppo pelo finendo così per rimetterlo.
ALLERGICO ALL'ACQUA
Quando vedi un gatto che si rotola con insistenza a terra da un lato all’altro, tutto disteso, non pensare che stia giocando. Per quanto il metodo possa sembrare poco ortodosso ai tuoi occhi, si sta pulendo! La polvere presente a terra, infatti, rimuove i residui presenti sulla pelliccia agendo come un rudimentale scrub e contribuendo in questo modo al processo di rinnovamento del pelo. Non a caso esistono gli shampoo secchi per gatti, il cui funzionamento è molto simile a quello dell’azione appena descritta.
In alcuni casi, però, potrebbe essere necessario un vero e proprio bagnetto in acqua e detergente. Ad esempio quando il gatto si è “impiastricciato” con qualche sostanza molto appiccicosa o dal pessimo odore, oppure quando il veterinario lo richiede come rimedio a sfoghi cutanei o ad altri piccoli problemi.

Qui potrebbero essere dolori, perché in genere il felino non ama il contatto con l’acqua e può reagire in modo piuttosto violento al rito del bagno. Per minimizzare il suo disappunto, controlla sempre la temperatura dell’acqua che deve essere tiepida, mai troppo calda. Tieni il gatto a mollo il minor tempo possibile: dopo una prima “immersione”, puoi tranquillamente estrarlo dalla bacinella o dalla vasca per insaponarlo con l’apposito shampoo, evitando sempre il contatto con gli occhi. Una volta effettuato il risciacquo, avvolgi il gatto in una salvietta tiepida e asciugalo per bene. Se l’animale non si spaventa di fronte al rumore, puoi aiutarti con un phon tenuto a temperatura e getto minimi, così da velocizzare l’operazione di asciugatura.
Se il tuo amico si comporta bene o quantomeno tollera suo malgrado l’operazione, non dimenticarti di gratificarlo con qualche bocconcino di cui è goloso: l’associazione con la ricompensa renderà più semplice il prossimo bagnetto!
DALLE ORECCHIE AI DENTI
Il muso è un’altra zona su cui devi concentrarti e presenta diversi elementi a cui prestare attenzione.
Gli occhi potrebbero presentare residui di flusso lacrimale o muco, da rimuovere con un po’ di cotone inumidito. Sempre con l’ausilio del cotone umido, pulisci il nasino e le eventuali incrostazioni che si formano intorno alle narici.

Per quanto riguarda l’interno delle orecchie, i gatti domestici tendono spesso ad accumulare un eccesso di cerume. Evita di avvalerti dei classici cotton fioc: tendono a spingere il cerume ancora più a fondo e possono addirittura causare danni interni al sistema auricolare. Molto meglio affidarsi al solito batuffolo di cotone bagnato con qualche goccia d’acqua o di un’apposita soluzione consigliata dal veterinario. Tampona più volte l’interno dell’orecchio, poi completa l’operazione con un po’ di cotone asciutto.

E veniamo ai denti, un altro punto debole dei gatti che, al contrario di noi, non hanno modo di provvedere ad una regolare igiene orale. Certo, il cibo secco tipo croccantini è fondamentale per mantenere i denti in salute e contribuire alla loro pulizia, ma spesso non basta. A seconda della specie, delle abitudini alimentari e delle caratteristiche individuali, il tuo gatto può evidenziare accumuli di tartaro o gengive infiammate, entrambi problemi da risolvere per preservare la funzionalità ottimale della bocca e prevenire l’alitosi. Per questo devi abituare il felino a farsi spazzolare i denti tutti i giorni, utilizzando l’apposito dentifricio insaporito con estratti di carne che già in sé rappresenta una ricompensa!

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