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Lunga vita al gatto

Lunga vita al gatto

Avranno pure sette vite, come recita il motto popolare, ma anche i nostri amici gatti invecchiano. Ecco qualche consiglio per aiutarli a trascorrere nel modo più sereno gli anni dell’anzianità.

Da sempre, nell’immaginario popolare, il gatto è dotato di virtù “eccezionali” che lo rendono, se non proprio immortale, assai più fortunato di qualsiasi altro animale, potendo contare sulle sue proverbiali “sette vite”. O addirittura nove, come recita il corrispettivo detto inglese (“to have nine lives as a cat”). Grazie alla sua capacità di resistenza alle malattie e all’altrettanto leggendaria agilità, infatti, il gatto è capace di “cavarsela” anche nei momenti di maggiore difficoltà, come nel caso di incidenti o di cadute spericolate. Una sorta di piccolo super-eroe a quattro zampe, insomma. Anche i nostri amici gatti, però, invecchiano e proprio come noi umani vanno incontro agli inevitabili “acciacchi” legati all’avanzare degli anni. Riconoscere eventuali disturbi o problemi comportamentali è dunque indispensabile per aiutarli a vivere la loro vecchiaia nel modo più sereno e confortevole.
L'INVECCHIAMENTO DEL FELINO
Quanto tempo vive un gatto? Di certo, molto più a lungo che in passato, grazie all’evoluzione della scienza veterinaria (e in particolar modo, della geriatria) e a cibi più bilanciati appositamente pensati per accompagnare le varie fasi del suo sviluppo. Ma il merito è anche un po’ nostro: le cure e le piccole attenzioni che quotidianamente riserviamo loro fanno sì che i nostri amici felini vivano oggi meglio, e a lungo, raggiungendo e a volte superando i vent’anni di età. Un traguardo non da poco, considerando che fino a poco tempo fa l’età media di un esemplare domestico si aggirava attorno ai quindici anni. Una piccola curiosità: non tutti i gatti invecchiano allo stesso modo, e alcuni si dimostrano più longevi di altri. È il caso di Siamesi, Orientali e Burmesi, che vivono in media il 10-15% più a lungo delle altre razze.
Esattamente come per noi umani, l’invecchiamento dei gatti è un processo naturale regolato da un orologio biologico posto nell’ipotalamo, all’interno del cervello. E se è vero che invecchiare, in sé, non è una malattia, è altrettanto vero che l’avanzare degli anni può spesso comportare il sopraggiungere di disturbi e cambiamenti comportamentali che è importante non sottovalutare
CAMBIAMENTI COMPORTAMENTALI
Con l’avanzare dell’età, anche i gatti risentono degli inevitabili sintomi della vecchiaia, primo fra tutti la perdita della memoria e l’insorgere di vari disturbi comportamentali (disorientamento, calo di ricettività, una minor autonomia). La causa è da ricercarsi nella progressiva perdita di quelle cellule cerebrali capaci di produrre la dopamina, una sostanza chimica fondamentale che ne regola i comportamenti e influisce sul loro benessere complessivo. Ecco perché, una volta superati i 15 anni di vita (l’equivalente dei nostri 75-80 anni, vedi focus), non è raro che alcuni gatti diventino smemorati, irritabili o che si dimostrino disorientati rispetto ad azioni abituali quali usare la gattaiola o riconoscere la lettiera. In altri casi, possono apparire assenti, lamentarsi senza ragione (emettendo miagolii continui) o ancora, manifestare problemi nel ciclo del sonno (preferendo dormire di giorno e mostrandosi più svegli e inquieti la notte). A questa età, insomma, possiamo definire il nostro gatto un “nonnetto”: adorabile e affettuoso, un po’ sbadato forse, e certamente più bisognoso di attenzioni. Ecco perché, con una buona dose di coccole “extra” e qualche piccolo accorgimento, possiamo aiutarlo a trascorrere gli anni della vecchiaia in modo più sereno e dignitoso.
L'IMPORTANZA DELL'ALIMENTAZIONE
Molti studi evidenziano come, con l’aumentare dell’età, aumenti anche la fame dei nostri amici gatti. Tanto che per alcuni di loro il cibo si trasforma in una vera e propria ossessione: un gatto anziano tende a chiederne in continuazione, e molto più di quanto sia necessario. Non a caso l’obesità è una delle patologie più diffuse fra i gatti “senior”, e spesso diviene causa di dolori alle articolazioni, diabete e disturbi cardiovascolari. Un buon motivo per non cedere alle richieste – a volte pressanti – del proprio gatto, e prestare molta più attenzione a ciò che mangia.

Un gatto anziano è anche meno dinamico, ed è importante che l’apporto calorico dei pasti non superi mai il suo fabbisogno giornaliero. Da evitare, dunque, una dieta a base di avanzi casalinghi e “ciò che capita”: più sicuro affidarsi a cibi pronti – croccantini, scatolette, ecc. – specifici per soggetti adulti, in grado di assicurare il giusto apporto di fibre, vitamine e sali minerali. E senza dimenticare di attenersi alle razioni consigliate sulle singole confezioni. Un’alimentazione bilanciata ricca di antiossidanti come selenio e zinco, è fondamentale affinchè il nostro amico a quattro zampe viva più a lungo, e in buona salute. È bene ricordare infine che con l’avanzare dell’età il nostro gatto farà più fatica a masticare a causa di denti rotti o malati: pezzi di cibo più piccoli e morbidi lo aiuteranno a superare con successo anche questa difficoltà.
 
STIMOLARE CORPO E MENTE
Come per noi umani, anche per i gatti vale il principio “mens sana in corpore sano”. Stimolare il corpo e la mente del nostro gatto – soprattutto se anziano – può aiutare a mantenere alti i livelli di dopamina e quindi a rallentare il processo di invecchiamento. Come? Basta dedicargli qualche piccolo accorgimento in più, oltre all’immancabile dose di coccole quotidiane. Dei nuovi giocattoli, ad esempio, terranno deste la sua curiosità e la sua propensione al gioco. Spazzolare più spesso il suo mantello servirà a stimolare la circolazione del sangue.

Assicurati che abbia un posto caldo e comodo dove riposare e dormire, al riparo da correnti d’aria, e due cassette pulite collocate in punti diversi della casa. Un gatto anziano tende a bere molto di più (attenzione però, una sete eccessiva può essere sintomo di un disturbo ai reni): assicurati dunque che non gli manchi mai l’acqua. Essendo diventato meno autonomo, anche la sua igiene (pelo, denti, unghie, orecchie) richiede un’attenzione particolare. Ricordati infine di prestare la massima attenzione a ciò che mangia, e a quanto: razioni leggere ma frequenti renderanno il momento del pasto un piccolo “evento”.

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