Nella forma a tre lati dell'oltrepò Gianni Brera vedeva un gigantesco grappolo d'uva. Un'immagine che i filari ricamati sulle colline morbide e sinuose del suo cuore vitivinicolo non possono che rafforzare: Ma l'Oltrepò offre tanti sapori golosi e un'insospettata varietà di paesaggi. Da scoprire in un viaggio tra borghi e castelli. Sullo sfondo di una natura rigogliosa.
Bella gente buon vino. C'è tutto il piacere del vivere in Oltrepò Pavese, quel lembo di Lombardia che dalla riva destra del Grande Fiume punta il vertice all'Appennino ligure-emiliano con la sua forma di triangolo incastonato tra le province di Alessandria e di Piacenza.
A guardarlo tutto sulla carta, sembra piccolo, troppo piccolo per immaginarlo vario. E invece quando lo si raggiunge mostra la grandezza di un territorio eterogeneo fatto di poche piane e tante colline, di boschi e ruscelli, di vigneti senza fine e montagne di tradizioni. A unire i centri abitati, come un filo rosso che si srotola in poco più di mille chilometri quadrati, è un'accoglienza calda e sincera, fatta di semplicità e di un profondo orgoglio per le proprie origini contadine. L'ultra Padum parla di storia secolare, ma anche di fatica e determinazione, che ancora oggi emergono dalle eccellenze del territorio. Per conoscerlo, l'ideale è tuffarcisi dentro e percorrerlo da nord a sud, senza fretta e con la curiosità di esplorarne le diverse prospettive fino ad arrivare al confine meridionale, dove c'è la parte più montuosa, ricca di tesori naturali, a un'ottantina di chilometri dal mare di Liguria. Si parte da Casteggio, la Clastidium dei romani. |