Per coloro che credono all’astrologia, Luciana Delle Donne, che compie gli anni
il 28 dicembre, sembra rispecchiare le caratteristiche generali del segno zodiacale
a cui appartiene. In lei, come in ogni buon Capricorno, prevalgono serietà di
carattere, senso di responsabilità verso la società, acuta sensibilità, necessità di
abbracciare cause importanti e fare del proprio meglio per raggiungere l’obiettivo,
anche a costo di gravose rinunce personali.
La sua vicenda parla chiaro. Dopo aver lavorato con successo per diversi anni come
dirigente di banca e pur avendo davanti a sé una brillante carriera in ascesa,
Luciana ha scelto di «uscire dalla gabbia dorata e prendere le distanze da un mondo
finanziario dove ormai non potevo più riconoscermi e rischiare», come ci racconta
lei stessa con grande disponibilità. Ha lasciato Milano e un percorso professionale
che l’avrebbe portata in tutta Europa, ed è tornata in Salento. Nel novembre
2006 a Lecce, la città dov’è nata, ha avviato la cooperativa sociale non a scopo
di lucro Officina Creativa di cui Made in Carcere è una costola importante.
Made in Carcere è il marchio che riguarda tutti quei manufatti realizzati all’interno
della prigione da detenute regolarmente stipendiate. Nei tre laboratori
sartoriali del carcere di massima sicurezza Borgo San Nicola di Lecce
e della Casa di Reclusione Femminile di Trani una ventina di donne creano
– sotto la guida di Luciana, che appena può le raggiunge – originali borse,
tracolle, portaoggetti, cappellini, shopper, fasce e braccialetti. Tutto all’insegna
di estro ed eleganza. «Noi sogniamo ad occhi aperti», rivela con
entusiasmo Luciana. «Ho dato tutta me stessa per guadagnare la fiducia
delle recluse, della polizia penitenziaria e della direzione dell’istituto di
pena. Noi di Officina Creativa non volevamo che il tempo delle detenute
fosse dedicato a corsi di formazione fini a se stessi. Volevamo insegnar loro
un mestiere, impiegare costruttivamente il loro tempo per pensare a un
futuro professionale in prospettiva, anche e soprattutto dopo il periodo di
reclusione dietro le sbarre». Luciana ha parole di riconoscenza anche per
Anna Rosaria Piccinni, la direttrice della Casa Circondariale di Lecce che «in
modo illuminato ha coraggiosamente condiviso la nostra idea. Senza di lei
non so se saremmo mai partiti».
Il sogno è diventato realtà. La prima fattura per la vendita dei manufatti è stata
emessa nel 2008 e da allora Luciana continua a lavorare a ritmi serrati per sviluppare
la piattaforma commerciale in Italia e anche Oltreoceano... |