 |
+ iNaturale è anche |
|
|
 |
|
|
|
 |
 |
| Informazioni sui prodotti e le loro qualità e consigli per alimentarsi in modo equilibrato secondo la stagione |
|
|
|
 |
|
|
 |
 |
| Tanti approfondimenti per parlare di salvaguardia ambientale in modo concreto |
|
|
|
 |
|
|
 |
 |
| Tanti consigli per prendersi cura di sé in modo "green" |
|
|
|
 |
|
|
 |
 |
| Consigli pratici, notizie e approfondimenti per ridurre il nostro impatto ambientale |
|
|
|
 |
|
|
|
|
 |
|
Un oggetto umile e semplice, come una borsa per la spesa, può diventare un simbolo di grande valore etico e allo stesso tempo un accessorio esclusivo di uso quotidiano che fa moda e tendenza. È il sogno di Luciana Delle Donne, ex top manager bancaria dalla carriera promettente, che qualche anno fa ha abbandonato tutto ed è tornata a Lecce, la sua città, per fondare una cooperativa sociale senza scopo di lucro.
Quel sogno, che vorrebbe dare un futuro a un gruppo di donne recluse nel carcere di massima sicurezza Borgo San Nicola di Lecce e nella casa di reclusione femminile di Trani, è stato sposato oggi anche dal progetto iNaturale della Grande i. In concreto, significa che nei punti vendita “Iper, La grande i” potremo trovare le shopping bag griffate Made in Carcere, il marchio che contraddistingue le borse confezionate all’interno dei luoghi di pena dalle donne detenute, tutte regolarmente assunte e stipendiate dalla cooperativa no-profit diretta da Luciana Delle Donne.
E già questo non è poco: investendo pochi euro sosteniamo una causa che fa bene a tutta la comunità, visto che punta sulla formazione professionale e sul reinserimento sociale di donne altrimenti destinate alla marginalità una volta scontata la pena in carcere. Ma vuol dire molto di più: quelle borse curate, eleganti e scanzonate allo stesso tempo, colorate e allegre, sono piccoli capolavori d’artigianato fatti a mano (ognuna leggermente diversa dalle altre, quindi unica) creati cucendo esclusivamente scarti di tessuti d’alta moda di case come Meltin’Pot, Semeraro, Clausura, Perrone, che altrimenti andrebbero a finire tra i rifiuti.
Luciana Delle Donne, invece, svuota i magazzini delle aziende – che risparmiano sui costi di smaltimento – per riciclare materiali di qualità. I tessuti hanno così una seconda chance per tornare a essere utili, così come le donne che li cuciono in carcere trasformandoli in borse, cappelli e altri accessori: «Sono solo una ventina», dice lei stessa, «ma in futuro speriamo di poter ampliare l’iniziativa coinvolgendo anche altri istituti».
Intanto, gli shopper Made in Carcere stanno vivendo una stagione di successo anche oltreconfine, grazie alle loro linee semplici ma originali, frutto della matita creativa di Luciana. E ora approdano nel pianeta iNaturale: «Abbiamo abbracciato con entusiasmo questo progetto», spiega Antonella Emilio, Responsabile Sociale d’Impresa di “Iper, La grande i”, «perché rappresenta la testimonianza concreta della possibilità di “stare” sul mercato in maniera economicamente efficiente ma al contempo responsabile, che porti valore non solo agli attori coinvolti ma a tutta la comunità. E questi sono anche i principi nei quali crediamo e investiamo tutti i giorni noi di “Iper, La grande i”».
Belle, robuste e funzionali, le shopping bag Made in Carcere sono offerte volutamente a un prezzo “politico”, che copre soltanto i costi. Un motivo in più per non farsele scappare e portarle con noi ogni giorno, evitando ove possibile i sacchetti “usa e getta”. Con un pizzico di originalità (e di sostenibilità, ambientale e sociale) contribuiremo a ridurre la produzione di nuovi rifiuti. |
|
|
 |
|
 |
|
|
|
 |
|
|
 |
 |
 |
| Salvaguardare l'equilibrio fra l'uomo e l'ambiente sapendo guardare al futuro è un atto dovuto alle nuove generazioni |
|
|
|
 |
|
|
|
 |
| Poniamo grande attenzione a tutto ciò che contribuisce al massimo benessere dell’uomo... |
|
|
|
 |
|
|
|
 |
| Il nostro impegno a favore dell’ambiente si esprime anche nella costante ricerca di imballaggi... |
|
|
|
 |
|
|
|
|