Nel mondo agricolo anche il numero di viticoltori interessati a produrre nel modo più naturale possibile è in aumento.
Anche se possiamo essere soddisfatti della viticoltura italiana in generale, ci sono viticoltori virtuosi che non usano concimi chimici ma solo letame, e praticano il sovescio interrando leguminose; difendono la vite da funghi e insetti con derivati della natura (minerali come lo zolfo ed estratti di vegetali); favoriscono la biodiversità disponendo siepi e alberi utili alla riproduzione di insetti e animali, eliminano l’erba meccanicamente lasciando spazio a tutte le erbe di fiorire e sopravvivere.
In cantina sono parsimoniosi nell’aggiungere al vino prodotti dell’industria: il vino fermenta con i lieviti presenti già nel vigneto e i produttori lo conservano con l’aggiunta di pochissima anidride solforosa, cioè i fantomatici “solfiti”, che in qualche caso possono essere addirittura non aggiunti per nulla.
Con il termine naturale vogliamo quindi indicare tutti i vini prodotti dai produttori attenti alle sorti dell’ambiente e della salute umana.
Anche se personalmente sono favorevole all’uso, seppur moderato, di solfiti utili a mettere in sicurezza la conservazione del vino proteggendolo dalle ossidazioni, mi piace sapere che esistono produttori responsabili che lavorano e sperimentano per ridurne fino ad azzerarne l’uso.
E’ importante che noi, amanti del vino, cerchiamo i vini naturali premiando gli sforzi di coloro che li producono, a prescindere dal fatto che sulla bottiglia si trovi il marchio “da agricoltura biologica”. E’ allo stesso tempo importante che il vino continui ad essere piacevole, quindi che la scelta di manipolare la natura il meno possibile non porti a difetti o instabilità nella conservazione. |